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	<title>ITALIA RUSSA &#187; Partisans</title>
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	<description>Sito di storico Talalay Michele</description>
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		<title>Ricerca di Anna Roberti sui partigiani sovietici</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Mar 2015 10:10:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Partisans]]></category>

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		<description><![CDATA[Anna Roberti. Dal recupero dei corpi al recupero della memoria. Nicola Grosa e i partigiani sovietici nel Sacrario della Resistenza di Torino. Torino, Impremix Edizioni Visual Grafika, 2014, 168 pp. Anna Roberti, direttrice dell&#8217;Associazione culturale &#8216;Russkij Mir&#8217; di Torino, ha fatto precedere questo volume da lunghe e meticolose ricerche che inizialmente hanno trovato espressione in [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Anna Roberti. <strong>Dal recupero dei corpi al recupero della memoria. Nicola Grosa e i partigiani sovietici nel </strong><strong>Sacrario della Resistenza di Torino</strong>. Torino, Impremix Edizioni Visual Grafika, 2014, 168 pp.</p>
<p>Anna Roberti, direttrice dell&rsquo;Associazione culturale &lsquo;Russkij Mir&rsquo; di Torino, ha fatto precedere questo volume da lunghe e meticolose ricerche che inizialmente hanno trovato espressione in due film documentari prodotti dalla stessa Russkij Mir.</p>
<p>Il primo, &ldquo;<em>Ruk&agrave; ob ruku &ndash; Fianco a fianco</em>&rdquo; (2006, regia di Marcello Varaldi) illustra in generale la partecipazione dei partigiani sovietici in Piemonte. Il secondo, &ldquo;<em>Nicola Grosa Moderno Antigone</em>&rdquo; (2012, regia di Mario Garofalo) &egrave; invece dedicato ad un personaggio singolare che consacr&ograve; tutta la sua vita ad un&rsquo;opera nobilissima: la ricerca dei corpi dei partigiani morti durante la Resistenza. Fu proprio grazie all&rsquo;attivit&agrave; di Nicola Grosa che, negli Anni Sessanta, venne inaugurato a Torino il &lsquo;Sacrario della Resistenza&rsquo; (gi&agrave; &lsquo;Campo della Gloria&rsquo;): qui furono anche traslati i resti di un centinaio di sovietici (allora indicati genericamente come &lsquo;russi&rsquo;) che avevano combattuto in Italia contro il nazifascismo.</p>
<p>Durante la lavorazione di questi due documentari, mentre veniva raccolto materiale storico inedito, Anna Roberti ha maturato l&rsquo;intenzione di pubblicare il volume &laquo;<em>Nicola Grosa e i partigiani sovietici nel </em><em>Sacrario della Resistenza di Torino</em>&raquo;.</p>
<p>Sottolineiamo fin da subito che il contenuto del libro &egrave; molto pi&ugrave; ampio di quanto promesso dal titolo. L&rsquo;Autrice illumina in profondit&agrave; il contesto di quel drammatico periodo e spiega al lettore le cause della comparsa dei soldati dell&rsquo;Armata Rossa sul territorio italiano e la loro massiccia partecipazione alla Resistenza (i partigiani sovietici in Italia furono circa seimila, di tutte le nazionalit&agrave;). Roberti narra ci&ograve; che per lungo tempo &egrave; passato sotto silenzio: molti soldati sovietici si unirono ai partigiani dopo una forzata collaborazione con i tedeschi che li avevano fatti prigionieri.</p>
<p>Solo nei primi sei mesi di occupazione del territorio sovietico vennero fatti prigionieri dai tre ai quattro milioni di soldati dell&rsquo;Armata Rossa. Proprio in questi tragici mesi i tedeschi iniziarono a creare reparti militari della Wehrmacht in cui vennero arruolati soldati sovietici prigionieri, mentre altri venivano impiegati come lavoratori coatti nelle retrovie o come &lsquo;ausiliari&rsquo;. Le teorie razziali sulla supremazia dei popoli ariani (compresi i caucasici) si accompagnavano ad una veemente propaganda anticomunista. Fu cos&igrave; che una parte dei prigionieri, dovendo scegliere tra la vita e la morte e sapendo che il governo di Stalin li aveva rinnegati, pass&ograve; con il nemico. Alcuni erano mossi da un sentimento patriottico che i tedeschi colsero al volo, promettendo l&rsquo;indipendenza ai popoli del Caucaso e dell&rsquo;Asia centrale da cui avrebbero cacciato il &lsquo;governo bolscevico moscovita&rsquo;. Fu in queste circostanze che, alla fine del 1941, vennero create le Legioni orientali su base nazionale. Nel 1943 lo stesso Hitler diede ordine di trasferire i &lsquo;legionari&rsquo; dal fronte orientale all&rsquo;Europa occidentale, sperando in tal modo di arginare il divampante movimento della Resistenza. La storia, per&ograve;, prese un&rsquo;altra direzione. Nel documentario &ldquo;<em>Ruk&agrave; ob ruku</em>&rdquo; un partigiano italiano dice: &ldquo;E&rsquo; vero, loro erano arrivati in Italia con il nemico, ma molti passarono dalla nostra parte&rdquo;.</p>
<p>Dopo la vittoria sul nazifascismo, fu l&rsquo;A.N.P.I. (Associazione Nazionale Partigiani d&rsquo;Italia) ad occuparsi di curare le tombe dei partigiani caduti sul territorio italiano, comprese quelle dei sovietici; il periodo di massima attenzione verso le loro sepolture si registr&ograve; negli Anni Sessanta e Settanta, e un contributo importante in tal senso fu offerto dall&rsquo;Associazione Italia-URSS.</p>
<p>In seguito al dissolvimento dell&rsquo;URSS e a revisionismi d&rsquo;ogni sorta, l&rsquo;interesse verso le sepolture e i destini dei partigiani sovietici &egrave; bruscamente diminuito. Anna Roberti rivolge nuovamente l&rsquo;attenzione verso questo importantissimo fenomeno della storia europea del Novecento e gli conferisce il valore che merita. Il volume non rappresenta solo una ricerca storica, &egrave; anche un avvincente <em>reportage</em>: come risultato, dietro ai nomi incisi sulle lapidi (talora stravaganti e non di rado incomprensibili) si ergono persone concrete con il loro drammatico destino. Anna Roberti ha proseguito con successo la missione di Nicola Grosa: dal recupero dei corpi, al recupero della memoria.</p>
<p align="right"><em>Michail Talalay</em></p>
<p align="right"><span style="color: rgb(0, 0, 0); font-family: Arial; font-size: 13.600000381469727px; line-height: 18.200000762939453px;">Il numero di febbraio 2015 di Sfogliando la Russia</span></p>
<p align="right"><a href="http://www.italy-russia.com/wp-content/uploads/2015/03/Roberti_recensione.pdf">Roberti_recensione</a></p>
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